Venerdì, 08 Maggio 2015 21:09

I Cosmic Crash Live a EL PASO - Latina

Ancora un grande appuntamento con i Cosmic Crash venerdì 17 ottobre 2014 al Disco Pub EL PASO di Latina. Abbiamo pronto per voi uno spettacolo di grande impatto e incredibile atmosfera fatto di effetti, video e luci per darvi, come sempre, il massimo dalla musica dei Pink Floyd. Ragazzi vi faremo volare alti, fidatevi! Vi aspettiamo quindi per divertirci e sognare insieme. Non mancate!
Saluti dai Cosmic Crash.

Info e prenotazioni al 0773-666445
Sito Web: http://www.elpasopub.com
Link a: Prenotazione tavoli per l'evento

locandina17102014


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Pubblicato in Concerti

Il regista Adrian Maben di Parigi, quando non era nemmeno nata l’idea di un Live at Pompeii, non conosceva ancora nessun membro dei Pink Floyd e gli venne in mente di fare una telefonata al loro manager, Stephen O’Rourke, dicendogli che gli sarebbe piaciuto un incontro con lui a Londra. Stephen accettò l'appuntamento, quando incontrò Adrian discussero su una possibilità di fare un film. Malgrado sembrassero entrambi interessati ad una collaborazione, quando Adrian tornò a Parigi tutto finì li ed i due non si sentirono per ben 6 mesi. Siccome ad Adrian, come egli dice, 6 mesi sembrarono molti, lo richiamò di nuovo fissando un secondo appuntamento a Londra, ed in quell’occasione c’era presente anche David Gilmour. David fu molto disponibile in quell'occasione  e chiese ad Adrian ciò che aveva in mente. Adrian gli rispose che voleva fare un film ma che non aveva ancora le idee chiare sul luogo preciso in cui voleva farlo. Secondo Adrian sarebbe povuto essere un connubio tra arte e musica dei Pink Floyd e che pensava in particolare ai quadri di Renè Magritte di Giorgio De Chirico e dei pittori contemporanei come Christo o Jean Tinguely. Disse che pensava a qualcosa che unisse la loro musica ai quadri di questi pittori e scultori. Col senno di poi Adrian, dopo aver realizzato il film, si convinse che si trattava di un’idea pessima e che probabilmente sarebbe stato terribile, ma allora David Gilmour gli disse che era interessante ma che avrebbero dovuto pensarci meglio con la band. Dopo questo incontro i tre non si sentirono più di nuovo e la fatalità volle che Adrian Maben si trovsse in Italia e si recasse a Pompei con la sua ragazza per visitare il museo. Adrian ricorda che c’era un sole era molto forte e che i due si sedettero a mangiare un panino nell’anfiteatro. La sera si accorse di aver perso il suo passaporto e realizzò che l’unico posto in cui poteva averlo perso poteva essere l’anfiteatro. Perciò si recò di nuovo li verso le otto si sera per cercarlo. Mentre cercava il suo passaporto comincio però a capire era proprio quello il posto giusto per fare il suo film con i Pink Floyd. Gli piacque che in quel teatro c’era un grande silenzio, il buio ed il luogo era avvolto da un alone di grande mistero. Gli venne all’improvviso questa idea perchè Pompei aveva, secondo lui, molto da offrire alla particolare band psichedelica. C’era la morte, il sesso, un’anima misteriosa e pulsante ed inoltre i Pink Floyd avrebbero avuto tutte le carte in regola per riportare in vita quell’anfiteatro. A quell’epoca, in cui c’era la moda di Woodstock all’apice, l’idea diffusa era quella di riprendere uno spettacolo con milioni di persone ma ad Adrian però non sembrava affatto un’idea originale ne tantomeno gli gustava l’idea un reportage come quello di Dylan in Gran Bretagna malgrado le riprese fossero fantastiche. Siccome gli sembrò chiaro di non voler girare un altro film concerto, il minimo che gli sembrò dovesse fare a tutti i costi fu di trovare un’idea originale che fosse all’altezza dei Pink Floyd. Qualcosa di anti-Woodstock senza nessuno in giro, solo musica e silenzio. C’era però una grande sfida da affrontare in quanto, di sicuro, i Pink Floyd non avrebbero mai acconsentito di girare usando il playback in quanto era noto a tutti a quel tempo quanto fossero orgogliosi del loro successo per i loro live. Ad Adrian comunque stuzzicava sempre più l’idea di girare il film come se incidessero un disco a Pompei usando cioè le stesse tecniche adottate in uno studio di registrazione. Il responsabile dei tour dei Pink Floyd di allora era Peter Watts e rassicurò Adrian che la qualità della registrazione sarebbe potuta essere senza problemi pari e all’altezza a quella ottenuta in uno studio di Londra. Il suono, destinato a rimbalzare sulle pareti di pietra, avrebbe regalato alla registrazione un ottimo eco durante il film. Si decise perciò di girare il “Live at Pompeii” nell’ottobre del 1971. A quei tempi i Pink Floyd avevano già un sacco di apparecchiature che dovevano per forza essere caricate su enormi camion dell’Avis da Londra fino a Pompei. Ci vollero sei giorni per il trasporto, per caricare e montare tutta la strumentazione. Fu proprio al sesto giorno che, quando iniziarono a collegare l’apparecchiatura, si accorsero che non c’era corrente e che quando c’era si staccava immediatamente ed improvvisamente in quanto non c’era l’energia necessaria a far funzionare l’impianto. Nessuno poteva mai pensare a quest’imprevisto che diventò un grosso problema da risolvere e che provocò anche grossa tensione. Quando i Pink Floyd arrivarono da Londra in aereo fu imbarazzate dovergli far sapere che mancava l’elettricità. Fu il caos e si cercò rimedio al problema per ben due giorni di seguito. Gli italiani dicevano ad Adrian di sistemare tutto inizialmente in un’ora che diventarono sei, poi un giorno e così via. Adrian si trovò perciò con tre giorni di riprese in ritardo senza poterci fare nulla. La soluzione fu trovata il terzo giorno e si trattò alla fine di collegare un lunghissimo cavo tra l’anfiteatro ed il comune di Pompei che era piuttosto distante dall’anfiteatro. Fu necessario incaricare delle persone che controllassero che nessuno scollegasse il cavo incidentalmente o volontariamente. Nel frattempo si risolveva il problema i Pink Floyd furono intrattenuti a Pozzuoli per girare alcune scene col fango e le fumarole (04:05), col vapore che fuoriusciva. Persino quello risultò difficile e complicato perché la combinazione del caso volle che si ritrovassero nel bel mezzo di una processione per la Madonna di Pompei che li bloccò per ore. Adrian cominciò a pensare che l’idea che aveva avuto non era altro che un disastro rovinoso ma fu proprio a questo punto che tutto cominciò ad andare finalmente per il verso giusto. Quando girarono le riprese si cercò a tutti i costi di tenere l’anfiteatro completamente vuoto, bloccando tutte le entrate, per l’idea di Adrian che doveva essere un concerto assolutamente privato. Il suono della musica per fortuna non sembrava filtrare attraverso le mura dell’anfiteatro, quindi non attirava grandi folle ma inevitabilmente qualche bambino, dell’età tra più o meno tra i sette ed i dodici anni, riuscì ad infiltrarsi e a sedersi ad un angolo. Adrian ricorda che vollero gli autografi ma fortunatamente rimasero seduti senza disturbare. La cosa buffa racconta, fu che quando Adrian tornò a Pompei nel 2001 per girare il Director’s Cut e si recò all’ufficio turistico di Pompei per chiedere il permesso di girare alcune scene in elicottero, la persona dell’ufficio lo guardò dicendogli:”Non mi riconosci?” e ricordandogli quel bambino di 30 anni prima seduto buono buono in un angolo. Durante la realizzazione del film Stephen O’Rourke portò con se da Londra un disco Demo come riferimento alle idee che si dovevano realizzare e chiese ad Adrian di ascoltarlo. Visti i tempi stretti il progetto fu preparato in una sola notte e senza l’uso di nessun computer in quanto non erano ancora stati inventati. Naturalmente furono i Pink Floyd a scegliere i brani, decisero di iniziare e finire con “Meddle” ed avevano in mente varie cose, Adrian suggerì solo di inserire un paio di brani vecchi come “Careful With That Axe Augene” e “Saucerful Of Secrets”. Quest’ultimo fu registrato a Pompei verso sera mentre “Careful With That Axe Augene” fu registrata a Parigi dove inevitabilmente, visti i disagi di corrente, furono registrate alcune scene verso la fine del film. Tutto il materiale utilizzato fu quello girato in quei soli tre giorni, Adrian avrebbe voluto trattenere i Pink Floyd per qualche altro giorno ma la band aveva altri impegni e ciò non fu perciò possibile. Ecco perché fu necessario portarli a Parigi a girare qualche altra scena utilizzando una tecnica detta Transflix. Si tratta di una vecchia procedura di proiezione anteriore realizzata attraverso una macchina enorme, come un elefante di ferro, sul palco e sullo studio. Si proiettava l’immagine su uno schermo mentre i Pink Floyd stavano davanti come se si trovassero a Pompei. Adrian però pensa tuttora che il Transflix sia stato l’elemento debole di tutto il film, in altre parole una cattiva idea, e ricorda che anche ai Pink Floyd non piaceva molto ma che a causa degli imprevisti era troppo tardi per evitarla e dovettero accontentarsi tutti. Adrian pensa che avrebbe potuto fare di meglio e si tormenta per questo e tutte le volte che guarda il film continua a trovare mille difetti che poteva evitare e gli piacerebbe se si potesse cambiare. Ricorda però anche che i Pink Floyd furono dei veri perfezionisti e che non si arrendevano finché non si giungeva alla perfezione. Ad ogni modo ci sono anche aspetti che soddisfano Adrian ed uno è sicuramente la luce che c’era, specialmente la mattina e la sera, come in ogni località del sud egli dice. In particolare Adrian pensa che la luce di ottobre possiede una qualità eterea e che di sera traspare nel film una tonalità rame o ocra, mentre la mattina la luce conferisce all’ambiente le tonalità del grigio chiaro e del blu ed è per questo motivo che per il film non è stata usata nessuna luce artificiale. Un'altra cosa che ad Adrian piace nel film è il silenzio di Pompei. Tra una ripresa e l’altra ricorda che i Pink Floyd si radunavano intorno all’apparecchio di registrazione per riascoltare le esecuzioni con le cuffie ed i quei momenti si ricorda che regnava un particolare silenzio assoluto. C’era un silenzio come se stesse per accadere qualcosa di importante, ognuno non sapeva cosa ma sapevano tutti di stare al posto giusto nel momento giusto. Nel 1973, dopo tre anni, Adrian si trovò ad andare a pesca con Roger Waters e fu in questa occasione che chiese a Roger di poter girare qualche scena di loro che lavorano in uno studio di registrazione. Per soddisfare un sorta di curiosità riguardo alle tecniche e al modo in cui venivano creati i loro suoni. L’idea fu accolta e Adrian fu perciò invitato con una piccola troupe a riprenderli negli studi della EMI ad Abbey Road durante la registrazione di “The Dark Side Of The Moon”. Fu un caso che stessero lavorando proprio a quell’album, dice Adrian, ma fu una vera e propria fortuna. Anche in questo caso si può dire che il film si trovasse al posto giusto nel momento giusto. Durante le riprese a Parigi ad Adrian venne in mente di fare un’intervista alla band e i Pink Floyd si presero un pò gioco di lui mentre cercava di assumere un tono serio. Ognuno diceva il contrario dell’altro e gli atteggiamenti erano di grande umorismo sarcastico ma misterioso e seducente. Durante le riprese nella primavera del 1972 a Parigi, i Pink Floyd decisero di registrare il gemito di un cane. A quel tempo Adrian conosceva una certa Madonna Bouglione, la figlia di Joseph che era il proprietario del circo dove furono fatte le riprese. Madonna girava per le strade i Parigi con un enorme Levriero afgano di nome Nobs ed un giorno si presentò ai Pink Floyd con suo cane scarno. David suonava l’armonica a bocca, Roger la chitarra mentre Rick Wright teneva il microfono ed il cane sul tavolo. Nobs era una vera star e quello fu un’ottimo lavoro. La parte in cui i Pink Floyd stanno discutendo di torte e mangiano negli studi della EMI rappresenta quello che la band sapeva più fare cioè la vita di tutti i giorni, cose normali di vita quotidiana. Alcune scene e registrazioni non usate sono state perdute, ne riprese e ne negativi, ed è questo il motivo per cui, per esempio in “One of these days” si vede solo Mason che suona la batteria. Sarebbero dovuti apparire anche Gilmour e Waters mentre suonavano i loro strumenti, riprese di Wright all’organo e dice Maben che è stato un vero peccato siano state perdute. A seguito del successo del film i produttori contattarono Adrian per fare qualcosa di simile per i Deep Purple ma non trovarono mai lui d’accordo in quanto convinto si trattasse di un’idea su misura per i Pink Floyd a Pompei, un’idea straordinaria impossibile da ripetere. All’inizio degli anni ’70, iniziò un grande interesse nei confronti dello spazio, vennero lanciate diverse sonde spaziali, alcune delle quali viaggiarono intorno al sole. Il telescopio di Hubble scattò molte foto fantastiche di nebulose che si trovavano a milioni di anni luce di distanza. Si potettero vedere così immagini impossibili da riprendere prima. Man mano che passavano gli anni, queste immagini che venivano viste sulla Terra sembravano sposarsi mirabilmente con la musica dei Pink Floyd e ciò sembrò a Maben di nuovo un’idea intuiva e geniale come quella del Live a Pompei. Maben pensò che forse, in qualche pianeta lontano, potessero vivere delle entità che potevano sentire la nostra musica sulla Terra, in particolare quella che proveniva proprio dall’anfiteatro di Pompei. Così queste entità avrebbero potuto inviare un razzo sulla Terra per ascoltare meglio la musica. Sarebbe stato un razzo invisibile a noi umani ed alla fine del concerto se ne sarebbe tornato a casa. Ricapitolando, secondo l’idea di Maben, il razzo all’inizio del film non si trova sulla Terra, viene lanciato da un altro pianeta e diretto sulla terra per ascoltare i Pink Floyd a Pompei. Nacque così l’idea del Director’s Cut una sequenza di immagini che accompagna il live e che predice un po’, il futuro album The dark side of the moon che i Pink Floyd non avevano ancora registrato.


PeppeCosmic

 

Pubblicato in Storia dei Pink Floyd
Sabato, 29 Gennaio 2011 13:58

David Gilmour Sound

Continua la ricerca nell universo del sound di Gilmour, sperimentando nuovi effetti e loop di pedali. Parliamo del 1970, quando la strumentazione messa in campo era "piu semplice", periodo questo in cui Gilmour si avvaleva di almeno una coppia di Dallas Arbiter Fuzz Face e unità echo Binson Echorec 2, magistralmente utilizzati per pilotare le sue omnipresenti testate della Hi-watt. La ricerca è un particolare che mi appassiona, quindi per iniziare ad emulare quelle sonorità ho prima cercato di trovare un clean sound molto medioso e povero di alte frequenze, e poi mi sono avvalso di due pedali molto validi, un clone Fuzz Face, Echoes Fuzz 108 e Mxr Carbon copy analog delay. Una piccola Demo Video per un solo carico di worm e fat sound.

Percorso Segnale:

Pickup al ponte Seymour Duncan SSL5

Echoes Fuzz 108 (clone fuzz face da me autocostuito) Volume 40% Fuzz 100%, pedale che già alla prima accensione mi ha dato una grande soddisfazione proprio per il suo sound. Molto pieno di armonici ma allo stesso tempo tanto fuzz. Una delle particolarità di questo pedale è che utilizzando la manopola del volume sulla fender si riesce a diminuire la distorsione lasciando il volume generale dell'effetto invariato, elemento questo fondamentale per riprodurre la parte ritmica di Echoes versione Live at Pompei.

MXR Carbon Copy Analog deelay, regen 10% Mix 40% deelay 50% ultimo arrivato, nella mia pedalboard, ha lo scopo di aggiungere un delay che non mi campioni in A/D il segnale, quindi VERO delay analogico e ottima qualità sonora. Uno tra i pochi delay analogici che raggiunge tempi di ritardo di 600ms.

Boss FV500H pedale volume

Head Marshall JCM600 valvolare corredata con 4 X jjelectronic ECC83C - 2 x Svetlana EL34, in canale clean

Dogs solo part 3 . Davide - Cosmic Crash

Baching tracks by Gilmourish.com

Pubblicato in Chitarra
Venerdì, 07 Gennaio 2011 13:23

Il Tour di Animals e le origini del Muro

Cari amanti dei Pink Floyd voglio raccontarvi ciò che accadde alla nostra amata band nel 1976-1977, periodo particolare nel quale era stato appena terminato l’album “Animals” nei nuovi studi di Britannia Row ed al quale seguì un intenso e meraviglioso tour a supporto del disco che si svolse in gran parte dell’Europa del Nord e nel Nord dell’America. Fu richiamato il sassofonista Dick Parry, che già aveva dato il suo prezioso contributo a “The dark side of The Moon”, e fu assunto un nuovo chitarrista, un certo Terence White detto “Snowy”.  
Snowy.45Egli stesso afferma, in una sua testimonianza, di non aver mai ascoltato "The dark side of The Moon” prima di essere stato contattato dai Pink Floyd e probabilmente era l’unica persona in Inghilterra a non averlo ancora fatto. Terence si recò, subito dopo essere stato convocato, negli studi di Britannia Row proprio mentre stavano terminando “Animals” e subito si accorse che regnava un’atmosfera particolarmente terribile. Ciò era dovuto al fatto che era stato appena cancellato per sbaglio uno dei migliori assoli preferiti di Gilmour. Dave portò Terence in ufficio, gli spiego cosa avevano in mente per i concerti e gli chiese se ci stava o no. Terence accettò, David gli chiese di esibirsi in qualcosa e “Snowy” si esibì nel delicato e famosissimo assolo di chitarra acustica che fu poi usato sia all’inizio di “Animals” che alla fine in una sorta di loop simbolico. L’uscita di “Animals” era programmata in concomitanza con la prima data del tour, il 23 gennaio 1977, a Dortmunt in Germania Ovest. La scaletta comprendeva l’intera esecuzione dell’ultimo disco”Wish You Where Here” nel primo tempo e di “Animals” nel secondo. Sul palco era pronta una radio a transistor microfonata perché Waters potesse scandagliare l’etere a casaccio durante l’intro di Whish you where here. I bis erano, a seconda dello stato d’animo della band, Money oppure Us and Them o entrambi sempre accompagnati dai filmati. Fecero comparsa una serie di strutture gonfiabili ideate da Waters che simboleggiavano la tipica famiglia della “generazione nucleare”. I membri erano rappresentati da un uomo d’affari , sua moglie seduta sul divano e due bambini in mezzo. I Personaggi venivano gonfiati da particolari ventilatori durante l’esecuzione di Dogs. Alla fine del pezzo i personaggi venivano rapidamente sgonfiati. Ovviamente fece la sua comparsa anche il motivo iconografico del tour e cioè l’enorme maiale gonfiabile che veniva gonfiato durante l’esecuzione di Pigs. Sostenuto da delle funi volava sul pubblico in tutta la sua lunghezza ed emetteva uno spaventoso grugnito. Un’altra novità fu la “pecora-cannone” ad aria compressa che sparava in mezzo al pubblico pecorelle fatte con il materiale delle bustine di Tè. Quando il tour giunse negli Stati Uniti le cose cominciarono Nucear Familyad andare per il verso sbagliato. Fans sovraeccitati disturbavano le performances urlando a squarciagola e facendolo arrabbiare. In questo video , sono raccolti vari frammenti. Mentre Roger canta, si sentono scoppiettare dei petardi e addirittura lo si sente mentre offende il suo pubblico irrequieto. L’atmosfera assorta, che fino a quel momento aveva regnato nei concerti, andò via via in frantumi e ovviamente Waters, ideatore di buona parte delle novità, ne uscì profondamente frustrato; sempre più convinto che nessuno ascoltasse veramente le sue canzoni, cominciò a covare odio ne confronti del pubblico dei concerti. La resa dei conti avvenne a Montreal durante il concerto di chiusura del tour. Quel giorno la folla era insolitamente turbolenta. Mentre la band era sul palco un ragazzino urlava selvaggiamente e senza sosta. Alla fine Waters lo chiamò e quando fu abbastanza vicino gli sputò in faccia. Rimase deluso da questo suo atteggiamento in quanto lo ritenne un modo vergognoso di chiudere un tour durato sei mesi. L’episodio ebbe un effetto devastante sulla psiche di Waters che rasentò il crollo nervoso. Come terapia decise di mettersi a scrivere le proprie esperienze e provò a rintracciare nell’infanzia i propri sintomi di alienazione: il senso di solitudine conseguente alla morte di suo padre durante la guerra; la tirannia del sistema scolastico; il fallimento del primo matrimonio. Mentre Waters era in preda a tutto ciò, Gilmour, Wright e Meson registrarono ciascuno un album proprio. I primi due lo pubblicarono nel 1978. Solamente allora cominciarono a pensare alla proposta di Waters di dare vita ad un nuovo e memorabile album insieme, un opera meravigliosa intitolata “The Wall”.
Waters lacrima

 



















PeppeCosmic

Pubblicato in Storia dei Pink Floyd
Venerdì, 29 Ottobre 2010 13:06

Echoes Fuzz 108

Vi presento il nuovo nato direttamente dal mio laboratorio, ECHOES FUZZ 108, riproduzione del mitico Fuzz Face......ragazzi che Sound. Rigorosamente costruito a mano PCB compreso, corredato di resistenze al carbone come quelle originali montate nel 1967, potenziometri Alpha che vengono usati da Marshall e Fender, condensatori di prima scelta Axial e Mustard orizzontali, connettori jack Switchcraft e per finire due Transistor al silicio BC108 Matched (selezionati, che vengono venduti a coppia con il guadagno controllato), ho inserito anche un Trimmer per regolare il bias dei Transistor, che mi permette all’atto pratico di controllare la corposità del Fuzz, variando la resistenza di collettore su uno dei due transistor. Per finire interruttore TRUE BY PASS per azionare l’effetto.

Pubblicato in Chitarra
Domenica, 13 Settembre 2009 14:07

Doppolas

Spettacolare....Cosmico....girando su intenert mi sono per caso incrociato in un link a dir poco unico. Un tizio produce e vende credo....via internet le spettacolari Doppolas, Speaker rotanti usate molto da Gilmour, in particolare durante il tour di A momentary Lapse of Reason e Pulse.Questo particolare speaker è composto secondo una mia attenta analisi da due Speaker Eminence Alpha 6 da sei pollici, incastonati all'interno di due tubi per creare cassa armonica.Il tutto è collegato ad un motore per leslie, che con le due velocità fast e slow, rende l'effetto veramente spettacolare, da far rabbrividire qualsiasi pedale simulatore di leslie. Il link dove trovare tutte le descrizioni sul prodotto è http://www.tolerancesound.com  . A seguire il video presente su You Tube dove si puo apprezzare la qualità del sound generato da questo prodotto.

Pubblicato in Chitarra