Storia dei Pink Floyd

Storia dei Pink Floyd (8)

Domenica, 04 Marzo 2018 13:35

LA CENSURA DI GIGI

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Cari Cosmic, cliccate su questa foto ed ascoltate il brano: 

Gigi

Qualcuno che non conosce ancora la storia che vi sto per raccontare, penserà:  

“… e che centrano i Pink Floyd con Gigi???”. 

Allora provate guardare con più attenzione la copertina dell’album “Ummagumma”.Pink Floyd   Ummagumma
Noterete, se avete una versione non censurata, questa copertina bianca in basso di fianco al boccone di vetro. Ebbene si tratta di un musical diretto da Vincente Minelli nel 1958. Vincitore di nove premi Oscar fu sceneggiata da Alan Jay Lerner e musicata da Frederick Loewe, traendo spunto dall’omonimo romanzo Gigi della scrittrice francese Sitonie Gabrielle Colette. Come vi ho anticipato, l’immagine della copertina in questione fu cancellata per censura nelle successive edizioni americane in vinile per problemi di copyright (il musical uscì sotto l’etichetta RCA) e per la denuncia dello stesso Minelli, che non gradì l’accostamento con l’album. Nelle copie censurate il riquadro appare bianco, mentre l’immagine originale è presente nella quasi totalità delle stampe a 33 giri europee, sudamericane e giapponesi. Tra le copedrteine più particolari svetta l’edizione australiana, con il riquadro direttamente cancellato in un maldestro tentativo di ripristino dello sfondo (non esisteva Photoshop per cui si nota anche un grossolano ritocco al volto di Gilmour, reso più luminoso). Storm Thorgeston, l’ideatore della copertina di "Ummagumma", definì “strana ma intenzionale” questa scelta di apporre la copertina nell’immagine al fine di stimolare una discussione ma non immaginando di provocare il malcontento di Minelli.

ummagumma censuraUmmagumma ritocco


















E voi quale versione di "
Ummagumma" avete a casa?

PeppeCosmic

Mercoledì, 30 Marzo 2016 11:54

The Piper At The Gates of Down e l'Ufo Club

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UFO CLUB ... magico luogo da dove tutto ebbe inizio. Locale fondato da Joe Boyd e John Hopkins fu il terreno dove il vero Underground londinese ebbe le sue origini. I Pink Floyd suonarono il 23 dicembre 1966 all'inaugurazione di questo tanto discusso club, che si collocava all'interno di una Londra sonnacchiosa e distratta e continuarono ad esibirsi in modo continuo ogni fine  settimana, fino alla chiusura definitiva del Club il 28 luglio 1967 per sfratto con la motivazione di "scenari torbibi all'interno". In questo club dove  i live iniziavano dalle 23:00 fino all'alba, alternando gruppi con  diverse influenze, dal blues al folk passando per il jazz,  la nuova musica prendeva forma , per la prima volta intere suite musicali accopagnate da embrionali proiezioni ed effetti di luce psichedelica lasciavano estasiate le centinaia di persone che ogni sera affluivano all'interno del club. Il 27 gennaio 1967 i Pink Floyd  si esibirono con Interstellar Overdrive e Matilda Mother e vennero immortalati con video riprese  dalla TV inglese.

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durante le esibizioni live dei PF all'interno dell'UFO Club venivano proiettate sul muro diapositive "liquide" , modificate con vernici acriliche colorate e gocce di olio, dall'addetto alle luci del Club Mark Boyle, il quale  si cimentava in esperimenti visuali  realizzando immagini astratte dai colori pastello vivaci , mentre tra il pubblico c'era chi ballava oscillando testa e braccia , chi rimaneva ipnotizzato da questa fusione di colori e musica e chi  si sdraiava a terra in condizioni alterate. Il locale era frequentato da gente di ogni tipo dai figli dei fiori  piu psichedelici al  Londinese tradizionalista che la sera voleva  uscire dagli schemi quotidiani, Questo era un "posto" dove tutto era permesso, si chiudeva sempre un occhio. Purtroppo l'UFO club dovette chiudere i battenti il 28 Luglio del 1967 , ma ormai la magia si era avverata.  I quattro Ragzzi di Cambridge Syd Barrett, Roger Waters, Rick Wright e Nick Mason  vennero ingaggiati dalla EMI / Columbia per iniziare il percorso come musicisti professionisti. Nel gennaio 1967 Primo singolo Arnold Layne. 21 febbraio 1967, nello studio 3 degli Abbey Road Studios mentre i Beatles stavano registrando Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band e i Pretty Things S.F. Sorrow, iniziano le regitrazioni  di The Piper at the Gates of Dawn,  che  sarà il  primo album  della Band  ma anche   l'ultimo  realizzato  sotto  la direzione di 
images 7Syd Barrett, la set list dell'album era : Astronomy Domine, Lucifer Sam,  Matilda Mother, Flaming, Pow R. Toc H, Take Up Thy Stethoscope and Walck, Interstellar Overdrive, The Gnome, Chapter 24, Scarecrow, Bike. Intanto sotto l'aspetto commerciale  un 45 giri , See Emily Play nel Settembre 1967, approdò nei negozi di dischi italiani , passando del tutto inosservato alla beat generation italiana, ma che apri grazie alla spinta della casa discografica la serie di concerti che i misteriosi musicisti inglese fecero in Italia a partire dall'aprile del 1968.

Dave Cosmic
L’occasione gli è stata fornita dal “Festival of Writing and Ideas”, svoltosi a Carlow, Irlanda. Ed è lì che David Gilmour, storico chitarrista dei Pink Floyd ha presentato il nuovo album, la cui uscita è prevista per settembre 2015. Si intitolerà “Rattle that lock” e arriverà a nove anni di distanza dal precedente lavoro, “On an island”. Smentita seccamente, direttamente dal palco, ogni possibile idea di reunion con Roger Waters.
In occasione del festival irlandese, David Gilmour ha eseguito due delle nuove tracce, “Girl with a yellow dress”, accompagnato alle tastiere da Jools Holland e “Boots on the ground”. Canzone, quest’ultima, che ha ispirato Gilmour dopo aver ascoltato gli annunci dagli altoparlanti di una stazione ferroviaria francese.
Il nuovo disco di David Gilmour è registrato con la collaborazione di Phil Manzanera dei Roxy Music, Jools Holland (che si è esibito con lui a Carlow) e la moglie del chitarrista, Polly Sampson. Proprio la Sampson, nel descrivere il nuovo disco del marito, ha definito l’album come avente a che fare con “il carpe diem, l’agguantare ogni momento, il guardare al futuro e il non aver paura”.
In occasione dell’uscita del nuovo lavoro discografico, David Gilmour darà via ad un tour che toccherà anche la nostra penisola. Due le date italiane: il 14 settembre tappa a Verona, il 15 a Firenze.
Domenica, 07 Giugno 2015 11:04

THE GREAT GIG IN THE SKY

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THE GREAT GIG IN THE SKY

Cari amanti dei Pink Floyd, stavolta voglio ricordarVi un brano di Rick Wright tratto dall'album “The Dark Side of The Moon” che amo molto e cioè “The Great Gig in The SkyCathy Berberian”. Meglio noto ai fans dell'epoca come ”The Mortality Sequence”, fu completamente trasformato e  diviso in quattro parti. Troviamo un assolo di piano su basi preregistrate (letture dal Libro degli Efesini, preghiere e discorsi biblici e uno sproloquio del discusso personaggio radiofonico inglese Malcolm Muggeridge), frutto di numerose sperimentazioni di tutti i componenti della band, batteria inizialmente assente, un'avvolgente chitarra slide, un accompagnamento di basso elettrico molto particolare, ma soprattutto una sezione vocale emozionante che sale vertiginosamente nel pezzo fino a prendere il volo.
10441410 10204120264917904 5088434909793958844 nI Pink Floyd volevano che una voce femminile improvvisasse su questo pezzo e furono avanzati vari suggerimenti su chi potesse essere all'altezza. Meson consigliava un mezzo-soprano che all’epoca era d’avanguardia e cioè Cathy Berberian. Alan Parson invece propose Claire Torry una cantante solista, all’inizio della sua carriera, che aveva collaborato con lui. Per questo brano si cercava un sound più europeo, rispetto alle cantanti soul che erano in voga in quel periodo, e Claire, soprattutto sotto la guida di David e Rick, eseguì forse una tra le più emozionanti e commoventi interpretazioni mai realizzate. Furono fatte più registrazioni per trovarne una che fosse soddisfacente e a Torry furono date delle indicazioni vaghe, del tipo: pensa alla morte, alla guerra alla sofferenza o ad altro di macabro ti viene in mente ed improvvisa su questo. Torry rimase scioccata provò a seguire alla lettera queste indicazioni ; fece tutto di getto e rapidamente ma quando uscì dalla sala di registrazione, si scusò, imbarazzata, per la performance, mentre il gruppo e tutti i presenti rimasero stupefatti per quell'improvvisazione. La cantante lasciò lo studio convinta che non avrebbero mai usato la sua voce nell'album ma dovette ricredersi quando un giorno la sentì sul disco. Nel 2004, Clare Torry fece causa alla band e alla casa discografica EMI richiedendo i diritti sulla canzone, dato che riteneva sarebbe dovuta essere considerata co-autrice del brano insieme a Richard Wright. Per la registrazione, infatti, fu pagata solo 30£ e nel 2005, la Corte Suprema del Regno Unito, sentenziò a favore della cantante. Tutte le edizioni successive al 2005 contengono il nome di Clare Torry nei riconoscimenti. Ovviamente la carriera di Clare Torry non è tutta racchiusa in quei quattro minuti. Negli anni successivi lavorò con importanti artisti come lo stesso Alan Parsons (nell’album Eve), Elton John, Olivia Newton-John, Gary Brooker (dei Procol Harum), i Culture Club, Tangerine Dream, Meat Loafe, di nuovo poi con Roger Waters in concerto e nel suo album del 1987 Radio K.A.O.S..


PeppeCosmic
Domenica, 02 Giugno 2013 21:03

La dura ripresa dopo la gloria di Dark Side

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Cari amanti dei Pink Floyd, vorrei raccontarvi una storia ambientata negli anni settanta.

14537 1 pink floyd

Più esattamente a cavallo tra il 1972 ed il 1976. La nostra storia inizia intorno al 1972, periodo in cui i Pink Floyd erano impegnati in un Tour in Europa ed in America in cui la scaletta era Dark Side of the Moon, One if These Days, Careful Whit That Axe Eugene, Echoes, con bis variabili A Saucerful Of Secret, Set The Controls For The Heart Of The Sun e raccoglievano la gloria degli album prodotti soprattutto dalle vendite dell'album Dark Side. Si trattò di un bel periodo in cui la band suonò persino in Giappone. Finito il tour però i Pink Floyd erano distrutti e ne approfittarono per un periodo di pausa. Ognuno di loro si dedicò a progetti fuori della band. In particolare Gilmour conobbe una cantante e cantautrice di talento, al secolo Kate Bush, che riuscì a strappare un contratto con la EMI proprio grazie alla sua intercessione. In seguito Dave fu frequentemente ospite di lavori con Kate. Gilmour riscattò dall'anonimato anche gli Unicorn, una band che in quegli anni godeva di scarsa fortuna e finanziò alcune registrazioni agli Olympic Studios di Londra e produsse il loro disco d'esordio Blue Pine Trees. Steve O'Rourke ne diventò il manager e poco dopo gli Unicorn firmarono per la Crystalis con cui realizzarono altri tre album, Meson invece produsse i Principal Edward's Magic Theatre e il batterista Robert Wyatt. Nel maggio del 1973 Meson ricevette una lettera di Robert in cui gli si chiedeva una collaborazione nel suo album come solista. Lo stesso giorno però venne a sapere che Rober Wyatt era caduto da una finestra ed era rimasto paralizzato dalla vita in giù. Quell'anno a Novembre fu organizzata al Rainbow Theatre una serata di beneficanza a favore di Robert. Wyatt non si fermò e, sebbene non fosse più in grado di suonare la batteria, poteva cantare e suonare le percussioni. Mason collaborò con la band di Wyatt i Top Of The Pops e fu girato alla BBC un video in cui la band esegue una cover dei Monkees I am a Believer ed in cui si vedono Mason alla batteria e Rober sulla sedia a rotelle. I Pink Floyd trascorsero quasi tutto il 1974 continuando a rimandare il difficile momento di fare un nuovo disco. Come era già accaduto per il lancio di Relics quando Meddle tardava ad apparire, ancora una volta la band cedette alle lusinghe della casa discografica e pubblicò un'altra raccolta di migliori brani, un doppio album intitolato A nice pair che racchiude gli album The Piper at the Gates of Dawn e A Saucerful of Secrets in un unico cofanetto. Inoltre i Pink Floyd si imbarcarono, nell'estate del 1974, in un particolare tour in cui fecero, floyd Giniper così dire, penitenza per una certa avidità due anni prima in cui accettarono di mettere i loro volti per una foto pubblicitaria per una società francese di bevande analcoliche la GINI. Era stata scattata in Marocco per l'utilizzo esclusivo in Francia e pensarono di essersi comodamente lasciati l'esperienza alle spalle salvo qualche occasionale rimorso di essersi lasciati così facilmente addescare da quel denaro facile. A quei tempi, per la maggior parte delle band, fare un tour era considerato un mezzo soprattutto per promuovere gli album ed incrementarne le vendite e la promozione pubblicitaria era costituita da poster e gaggets di vario genere. A Pink Floyd tocco però pagare pegno della clausola del contratto con la GINI e furono costretti ad essere accompagnati da un circo di extra promozionali della marca di bevande in questione. Come uno sventurato gatto con una lattina legata alla coda, in Francia, ovunque andassero i Pink Floyd erano seguiti da un terrificante gruppo di fighettoni con occhiali scuri e giacche di pelle che esibivano gigantesche insegne di limonata amara GINI.FloydGini Steve O'Rurke passò un sacco di tempo a negoziare la corretta distanza a cui potevano tenersi ma la credibilità che si erano guadagnati presso i fans francesi veniva ridotta a brandelli appena arrivavano in città. Nel corso di Settebre - Ottoble 1974 Mason e Waters tentarono di cancellare questo particolare ricordo lavorando ad una serie di pellicole per un tour inglese che avrebbero dovuto iniziare in autunno. Per le prime serate di Dark Side, usarono delle clip tratte da Crystal Voyager, un documentario sul serf su Echoes , e dall'animazione di Ian Eames per Time ma siccome volevano avere una sequenza completa di pellicole da proiettare durante lo spettacolo ci lavorarono sopra a lungo. Cominciarono a lavorare su due nuovi importanti brani per il tour "Shine On" e "Raving and Drooling". Era un periodo cupo per la band, anche se fortunatamente il pubblico non ne era consapevole. Le condizioni atmosferiche non erano d'aiuto durante il tour inglese e, malgrado finalmente la band avesse i soldi per fare lo spettacolo come volevano loro, rimasero insoddisfatti. La tounèe era troppo breve per maturare con una certa coerenza un lavoro ben fatto. La band ebbe problemi di vario genere, con il personale, con il tecnico di studio che era troppo giovane ed inesperto ed in cattivi rapporti con il resto del personale fornendo tutta una serie di problemi acustici e tecnici. Una sera sistemarono un assortimento di fuochi artificiali sotto un nuovo e miracoloso banco di mixaggio. Quando lo sventurato tecnico lo accese, gli esplosivi presero fuoco, lasciandolo considerevolmente scosso, in quanto aveva creduto di aver fatto saltare in mille pezzi l'attrezzatura nuova di zecca. La band torna in studio nel gennaio del 1975 ma si rese conto di grosse difficoltà in quanto l'isolamento sempre maggiore dalla registrazione multi-pista creò un netto cambiamento dell'atmosfera dei brani che avrebbero voluto incidere. La separazione di ogni strumento e componente su ogni singola pista sembrava non aiutare di certo la brutta sensazione che provavano di non essere una band che suonava insieme. Il clima tra di loro in sala d'incisione continuava a non essere dei migliori. Lavorarono per settimane incuranti del tedio generale finchè entrarono in crisi. Al di là di qualunque problema bisognava fare un altro Album in quanto le scadenze della EMI incombevano e si cominciò da "Shine On You Crazy Diamond" ideato durante una prova dal vivo e sviluppato nel corso degli spettacoli durante i tour dell'anno precedente. Roger aveva aggiunto le parole ad un toccante e lugubre morivo di chitarra di David e la canzone era divenuta un elemento fondamentale nel tour del Regno Unito. Nella prima metà dello spettacolo Roger pensò di inserire due brani da lui ideati "Raving ad Drooling" e "Gotta be Crazy". In sala d'incisione però questi due brani sembrarono essere fuori luogo e vennero messi da parte. L'assenza di questi due brani rese indispensabile l'ideazione di un'introduzione a "Shine On You Crazy Diamond" e si pensò ad un vecchio giochino che si faceva alle feste in Inghilterra. Il gioco consisteva nel riempire d'acqua una serie di calici di vino a diversi livelli e far poi scorrere il dito sull'orlo per trarre note cristalline. Quelle note vennero riversate su nastro a sedici piste e mixate in blocchi di accordi in maniera tale che ogni fader controllasse l'accordo. Si usò in seguito la Glass Harmonica cioè uno strumento che utilizzava una tastiera con cui si Pink Floyd Raving and Droolingotteneva lo stesso effetto. i Pink Floyd a questo punto si presero un'altra pausa dalle registrazioni in studio a causa di un tour negli Stati Uniti nell'aprile del 1975. Ovviamente imparando dalle lezioni passate si preoccuparono di munirsi di contributi professionali di livelli più elevati. Ma accadde che, durante una serata a Detroit, l'uso troppo intensivo di una miscela pericolosa di perclorato di potassio, polvere di alluminio e zolfo usata per giochi pirotecnici combinata con un contrappeso del palcoscenico contenente una bolla d'aria provocò un'esplosione su "Careful with that Axe Eugene" di proporzioni monumentali. Ci furono schegge che volavano sulle teste di tutti e beccarono anche uno spettatore. Per fortuna questo non si fece molto male e si accontento di una T-Shirt della band senza fare alcuna causa per danni alla band. A Maggio - Giugno del 75 tornarono in studio di registrazione per continuare il lavoro nacque Wish You Where Here, diedero perciò il titolo all'Album. La versione fu inizialmente pensata con violino, successivamente cancellato ma per fortuna la versione con violino non fu buttata. Diedero vita a "Welcome to the Machine" e c'èra un pezzo nuovo nato anch'esso come Shine on durante il tour su cui lavorare cioè "Have a Cigar". A causa del clima ricco di tedio nella band, non si riusciva a stabilire chi dovesse cantarla. Roger non era soddisfatto della sua prestazione vocale, Rick e Meson pensavano dovessere essere David a cantarla ma anche lui non era certo di potergli rendere giustizia. Un certo Roy fece capolino dalla regia e si offrì di cantare la parte. All'epoca sembrò una buona soluzione anche se in seguito Roger si pentì di non aver cantato lui. Il 5 settembre del 1975 esce l'album completo Whis You Where Here dedicato al loro amico Syd Barret. A questo punto la band finalmente si stacca da Ebby Road e inizia a lavorare al Britannia Row una sala d'incisione tutta loro dove poterono esprimersi come meglio credevano senza tecnici in giro per la sala. I lavori per il nuovo Album iniziano nella primavera del 1976 per un periodo di tempo record di pochi mesi infatti a novembre erano già terminati. Cominciava il predominio di Waters sulla band ed il primo a soffrirne fu proprio Rick Wright che si mise in disparte ed in seguito ammise di non gradire gran parte dei brani. Waters aveva tanto materiale messo da parte durante la registrazione di Whis You Where Here, gli ronzava in testa da tempo l'idea di un'altro concept Album, e pensò di riutilizzare "Raving ad Drooling" e "Gotta be Crazy" plasmandoli in una forma unitaria con altri brani. Si cercò un tema concept pensando al decadimento sociale e morale della società moderna e perciò similitudine della condizione umana con quella degli animali. "Raving ad Drooling" diventò "Sheep" e "Gotta be Crazy" diventò invece "Dogs". Al di là delle tensioni interne Animals rappresenta uno dei migliori album dei Pink Floyd. Si tratta di un disco cupo e perfino violento ma rispecchiava l'atmosfera buia e depressa di quei tempi. In Inghilterra infatti, malgrado l'economia fosse forte, viggeva un malcontento sociale sempre crescente. La violenza urbana era in aumento, anche a causa dell'imperversare di bande punk e skinhead e altrettanto la violenza raziale, fomentata da movimenti di destra come il National Front. Per contrasto Pigs On The Wing che si pensò di spezzarlo in due e metterlo all'inizio ed alla fine dell'Album, è un personalissimo messaggio d'Amore di Waters a sua moglie Carolyne. L'immagine di copertina ritrae l'enorme maiale gonfiabile che si disperse e fu poi abbattuto a Londra nella centrale elettrica di Battersea.

PeppeCosmic

Mercoledì, 01 Agosto 2012 05:31

La storia dei Pink Floyd - 1965/2005

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Il regista Adrian Maben di Parigi, quando non era nemmeno nata l’idea di un Live at Pompeii, non conosceva ancora nessun membro dei Pink Floyd e gli venne in mente di fare una telefonata al loro manager, Stephen O’Rourke, dicendogli che gli sarebbe piaciuto un incontro con lui a Londra. Stephen accettò l'appuntamento, quando incontrò Adrian discussero su una possibilità di fare un film. Malgrado sembrassero entrambi interessati ad una collaborazione, quando Adrian tornò a Parigi tutto finì li ed i due non si sentirono per ben 6 mesi. Siccome ad Adrian, come egli dice, 6 mesi sembrarono molti, lo richiamò di nuovo fissando un secondo appuntamento a Londra, ed in quell’occasione c’era presente anche David Gilmour. David fu molto disponibile in quell'occasione  e chiese ad Adrian ciò che aveva in mente. Adrian gli rispose che voleva fare un film ma che non aveva ancora le idee chiare sul luogo preciso in cui voleva farlo. Secondo Adrian sarebbe povuto essere un connubio tra arte e musica dei Pink Floyd e che pensava in particolare ai quadri di Renè Magritte di Giorgio De Chirico e dei pittori contemporanei come Christo o Jean Tinguely. Disse che pensava a qualcosa che unisse la loro musica ai quadri di questi pittori e scultori. Col senno di poi Adrian, dopo aver realizzato il film, si convinse che si trattava di un’idea pessima e che probabilmente sarebbe stato terribile, ma allora David Gilmour gli disse che era interessante ma che avrebbero dovuto pensarci meglio con la band. Dopo questo incontro i tre non si sentirono più di nuovo e la fatalità volle che Adrian Maben si trovsse in Italia e si recasse a Pompei con la sua ragazza per visitare il museo. Adrian ricorda che c’era un sole era molto forte e che i due si sedettero a mangiare un panino nell’anfiteatro. La sera si accorse di aver perso il suo passaporto e realizzò che l’unico posto in cui poteva averlo perso poteva essere l’anfiteatro. Perciò si recò di nuovo li verso le otto si sera per cercarlo. Mentre cercava il suo passaporto comincio però a capire era proprio quello il posto giusto per fare il suo film con i Pink Floyd. Gli piacque che in quel teatro c’era un grande silenzio, il buio ed il luogo era avvolto da un alone di grande mistero. Gli venne all’improvviso questa idea perchè Pompei aveva, secondo lui, molto da offrire alla particolare band psichedelica. C’era la morte, il sesso, un’anima misteriosa e pulsante ed inoltre i Pink Floyd avrebbero avuto tutte le carte in regola per riportare in vita quell’anfiteatro. A quell’epoca, in cui c’era la moda di Woodstock all’apice, l’idea diffusa era quella di riprendere uno spettacolo con milioni di persone ma ad Adrian però non sembrava affatto un’idea originale ne tantomeno gli gustava l’idea un reportage come quello di Dylan in Gran Bretagna malgrado le riprese fossero fantastiche. Siccome gli sembrò chiaro di non voler girare un altro film concerto, il minimo che gli sembrò dovesse fare a tutti i costi fu di trovare un’idea originale che fosse all’altezza dei Pink Floyd. Qualcosa di anti-Woodstock senza nessuno in giro, solo musica e silenzio. C’era però una grande sfida da affrontare in quanto, di sicuro, i Pink Floyd non avrebbero mai acconsentito di girare usando il playback in quanto era noto a tutti a quel tempo quanto fossero orgogliosi del loro successo per i loro live. Ad Adrian comunque stuzzicava sempre più l’idea di girare il film come se incidessero un disco a Pompei usando cioè le stesse tecniche adottate in uno studio di registrazione. Il responsabile dei tour dei Pink Floyd di allora era Peter Watts e rassicurò Adrian che la qualità della registrazione sarebbe potuta essere senza problemi pari e all’altezza a quella ottenuta in uno studio di Londra. Il suono, destinato a rimbalzare sulle pareti di pietra, avrebbe regalato alla registrazione un ottimo eco durante il film. Si decise perciò di girare il “Live at Pompeii” nell’ottobre del 1971. A quei tempi i Pink Floyd avevano già un sacco di apparecchiature che dovevano per forza essere caricate su enormi camion dell’Avis da Londra fino a Pompei. Ci vollero sei giorni per il trasporto, per caricare e montare tutta la strumentazione. Fu proprio al sesto giorno che, quando iniziarono a collegare l’apparecchiatura, si accorsero che non c’era corrente e che quando c’era si staccava immediatamente ed improvvisamente in quanto non c’era l’energia necessaria a far funzionare l’impianto. Nessuno poteva mai pensare a quest’imprevisto che diventò un grosso problema da risolvere e che provocò anche grossa tensione. Quando i Pink Floyd arrivarono da Londra in aereo fu imbarazzate dovergli far sapere che mancava l’elettricità. Fu il caos e si cercò rimedio al problema per ben due giorni di seguito. Gli italiani dicevano ad Adrian di sistemare tutto inizialmente in un’ora che diventarono sei, poi un giorno e così via. Adrian si trovò perciò con tre giorni di riprese in ritardo senza poterci fare nulla. La soluzione fu trovata il terzo giorno e si trattò alla fine di collegare un lunghissimo cavo tra l’anfiteatro ed il comune di Pompei che era piuttosto distante dall’anfiteatro. Fu necessario incaricare delle persone che controllassero che nessuno scollegasse il cavo incidentalmente o volontariamente. Nel frattempo si risolveva il problema i Pink Floyd furono intrattenuti a Pozzuoli per girare alcune scene col fango e le fumarole (04:05), col vapore che fuoriusciva. Persino quello risultò difficile e complicato perché la combinazione del caso volle che si ritrovassero nel bel mezzo di una processione per la Madonna di Pompei che li bloccò per ore. Adrian cominciò a pensare che l’idea che aveva avuto non era altro che un disastro rovinoso ma fu proprio a questo punto che tutto cominciò ad andare finalmente per il verso giusto. Quando girarono le riprese si cercò a tutti i costi di tenere l’anfiteatro completamente vuoto, bloccando tutte le entrate, per l’idea di Adrian che doveva essere un concerto assolutamente privato. Il suono della musica per fortuna non sembrava filtrare attraverso le mura dell’anfiteatro, quindi non attirava grandi folle ma inevitabilmente qualche bambino, dell’età tra più o meno tra i sette ed i dodici anni, riuscì ad infiltrarsi e a sedersi ad un angolo. Adrian ricorda che vollero gli autografi ma fortunatamente rimasero seduti senza disturbare. La cosa buffa racconta, fu che quando Adrian tornò a Pompei nel 2001 per girare il Director’s Cut e si recò all’ufficio turistico di Pompei per chiedere il permesso di girare alcune scene in elicottero, la persona dell’ufficio lo guardò dicendogli:”Non mi riconosci?” e ricordandogli quel bambino di 30 anni prima seduto buono buono in un angolo. Durante la realizzazione del film Stephen O’Rourke portò con se da Londra un disco Demo come riferimento alle idee che si dovevano realizzare e chiese ad Adrian di ascoltarlo. Visti i tempi stretti il progetto fu preparato in una sola notte e senza l’uso di nessun computer in quanto non erano ancora stati inventati. Naturalmente furono i Pink Floyd a scegliere i brani, decisero di iniziare e finire con “Meddle” ed avevano in mente varie cose, Adrian suggerì solo di inserire un paio di brani vecchi come “Careful With That Axe Augene” e “Saucerful Of Secrets”. Quest’ultimo fu registrato a Pompei verso sera mentre “Careful With That Axe Augene” fu registrata a Parigi dove inevitabilmente, visti i disagi di corrente, furono registrate alcune scene verso la fine del film. Tutto il materiale utilizzato fu quello girato in quei soli tre giorni, Adrian avrebbe voluto trattenere i Pink Floyd per qualche altro giorno ma la band aveva altri impegni e ciò non fu perciò possibile. Ecco perché fu necessario portarli a Parigi a girare qualche altra scena utilizzando una tecnica detta Transflix. Si tratta di una vecchia procedura di proiezione anteriore realizzata attraverso una macchina enorme, come un elefante di ferro, sul palco e sullo studio. Si proiettava l’immagine su uno schermo mentre i Pink Floyd stavano davanti come se si trovassero a Pompei. Adrian però pensa tuttora che il Transflix sia stato l’elemento debole di tutto il film, in altre parole una cattiva idea, e ricorda che anche ai Pink Floyd non piaceva molto ma che a causa degli imprevisti era troppo tardi per evitarla e dovettero accontentarsi tutti. Adrian pensa che avrebbe potuto fare di meglio e si tormenta per questo e tutte le volte che guarda il film continua a trovare mille difetti che poteva evitare e gli piacerebbe se si potesse cambiare. Ricorda però anche che i Pink Floyd furono dei veri perfezionisti e che non si arrendevano finché non si giungeva alla perfezione. Ad ogni modo ci sono anche aspetti che soddisfano Adrian ed uno è sicuramente la luce che c’era, specialmente la mattina e la sera, come in ogni località del sud egli dice. In particolare Adrian pensa che la luce di ottobre possiede una qualità eterea e che di sera traspare nel film una tonalità rame o ocra, mentre la mattina la luce conferisce all’ambiente le tonalità del grigio chiaro e del blu ed è per questo motivo che per il film non è stata usata nessuna luce artificiale. Un'altra cosa che ad Adrian piace nel film è il silenzio di Pompei. Tra una ripresa e l’altra ricorda che i Pink Floyd si radunavano intorno all’apparecchio di registrazione per riascoltare le esecuzioni con le cuffie ed i quei momenti si ricorda che regnava un particolare silenzio assoluto. C’era un silenzio come se stesse per accadere qualcosa di importante, ognuno non sapeva cosa ma sapevano tutti di stare al posto giusto nel momento giusto. Nel 1973, dopo tre anni, Adrian si trovò ad andare a pesca con Roger Waters e fu in questa occasione che chiese a Roger di poter girare qualche scena di loro che lavorano in uno studio di registrazione. Per soddisfare un sorta di curiosità riguardo alle tecniche e al modo in cui venivano creati i loro suoni. L’idea fu accolta e Adrian fu perciò invitato con una piccola troupe a riprenderli negli studi della EMI ad Abbey Road durante la registrazione di “The Dark Side Of The Moon”. Fu un caso che stessero lavorando proprio a quell’album, dice Adrian, ma fu una vera e propria fortuna. Anche in questo caso si può dire che il film si trovasse al posto giusto nel momento giusto. Durante le riprese a Parigi ad Adrian venne in mente di fare un’intervista alla band e i Pink Floyd si presero un pò gioco di lui mentre cercava di assumere un tono serio. Ognuno diceva il contrario dell’altro e gli atteggiamenti erano di grande umorismo sarcastico ma misterioso e seducente. Durante le riprese nella primavera del 1972 a Parigi, i Pink Floyd decisero di registrare il gemito di un cane. A quel tempo Adrian conosceva una certa Madonna Bouglione, la figlia di Joseph che era il proprietario del circo dove furono fatte le riprese. Madonna girava per le strade i Parigi con un enorme Levriero afgano di nome Nobs ed un giorno si presentò ai Pink Floyd con suo cane scarno. David suonava l’armonica a bocca, Roger la chitarra mentre Rick Wright teneva il microfono ed il cane sul tavolo. Nobs era una vera star e quello fu un’ottimo lavoro. La parte in cui i Pink Floyd stanno discutendo di torte e mangiano negli studi della EMI rappresenta quello che la band sapeva più fare cioè la vita di tutti i giorni, cose normali di vita quotidiana. Alcune scene e registrazioni non usate sono state perdute, ne riprese e ne negativi, ed è questo il motivo per cui, per esempio in “One of these days” si vede solo Mason che suona la batteria. Sarebbero dovuti apparire anche Gilmour e Waters mentre suonavano i loro strumenti, riprese di Wright all’organo e dice Maben che è stato un vero peccato siano state perdute. A seguito del successo del film i produttori contattarono Adrian per fare qualcosa di simile per i Deep Purple ma non trovarono mai lui d’accordo in quanto convinto si trattasse di un’idea su misura per i Pink Floyd a Pompei, un’idea straordinaria impossibile da ripetere. All’inizio degli anni ’70, iniziò un grande interesse nei confronti dello spazio, vennero lanciate diverse sonde spaziali, alcune delle quali viaggiarono intorno al sole. Il telescopio di Hubble scattò molte foto fantastiche di nebulose che si trovavano a milioni di anni luce di distanza. Si potettero vedere così immagini impossibili da riprendere prima. Man mano che passavano gli anni, queste immagini che venivano viste sulla Terra sembravano sposarsi mirabilmente con la musica dei Pink Floyd e ciò sembrò a Maben di nuovo un’idea intuiva e geniale come quella del Live a Pompei. Maben pensò che forse, in qualche pianeta lontano, potessero vivere delle entità che potevano sentire la nostra musica sulla Terra, in particolare quella che proveniva proprio dall’anfiteatro di Pompei. Così queste entità avrebbero potuto inviare un razzo sulla Terra per ascoltare meglio la musica. Sarebbe stato un razzo invisibile a noi umani ed alla fine del concerto se ne sarebbe tornato a casa. Ricapitolando, secondo l’idea di Maben, il razzo all’inizio del film non si trova sulla Terra, viene lanciato da un altro pianeta e diretto sulla terra per ascoltare i Pink Floyd a Pompei. Nacque così l’idea del Director’s Cut una sequenza di immagini che accompagna il live e che predice un po’, il futuro album The dark side of the moon che i Pink Floyd non avevano ancora registrato.


PeppeCosmic

 

Venerdì, 07 Gennaio 2011 13:23

Il Tour di Animals e le origini del Muro

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Cari amanti dei Pink Floyd voglio raccontarvi ciò che accadde alla nostra amata band nel 1976-1977, periodo particolare nel quale era stato appena terminato l’album “Animals” nei nuovi studi di Britannia Row ed al quale seguì un intenso e meraviglioso tour a supporto del disco che si svolse in gran parte dell’Europa del Nord e nel Nord dell’America. Fu richiamato il sassofonista Dick Parry, che già aveva dato il suo prezioso contributo a “The dark side of The Moon”, e fu assunto un nuovo chitarrista, un certo Terence White detto “Snowy”.  
Snowy.45Egli stesso afferma, in una sua testimonianza, di non aver mai ascoltato "The dark side of The Moon” prima di essere stato contattato dai Pink Floyd e probabilmente era l’unica persona in Inghilterra a non averlo ancora fatto. Terence si recò, subito dopo essere stato convocato, negli studi di Britannia Row proprio mentre stavano terminando “Animals” e subito si accorse che regnava un’atmosfera particolarmente terribile. Ciò era dovuto al fatto che era stato appena cancellato per sbaglio uno dei migliori assoli preferiti di Gilmour. Dave portò Terence in ufficio, gli spiego cosa avevano in mente per i concerti e gli chiese se ci stava o no. Terence accettò, David gli chiese di esibirsi in qualcosa e “Snowy” si esibì nel delicato e famosissimo assolo di chitarra acustica che fu poi usato sia all’inizio di “Animals” che alla fine in una sorta di loop simbolico. L’uscita di “Animals” era programmata in concomitanza con la prima data del tour, il 23 gennaio 1977, a Dortmunt in Germania Ovest. La scaletta comprendeva l’intera esecuzione dell’ultimo disco”Wish You Where Here” nel primo tempo e di “Animals” nel secondo. Sul palco era pronta una radio a transistor microfonata perché Waters potesse scandagliare l’etere a casaccio durante l’intro di Whish you where here. I bis erano, a seconda dello stato d’animo della band, Money oppure Us and Them o entrambi sempre accompagnati dai filmati. Fecero comparsa una serie di strutture gonfiabili ideate da Waters che simboleggiavano la tipica famiglia della “generazione nucleare”. I membri erano rappresentati da un uomo d’affari , sua moglie seduta sul divano e due bambini in mezzo. I Personaggi venivano gonfiati da particolari ventilatori durante l’esecuzione di Dogs. Alla fine del pezzo i personaggi venivano rapidamente sgonfiati. Ovviamente fece la sua comparsa anche il motivo iconografico del tour e cioè l’enorme maiale gonfiabile che veniva gonfiato durante l’esecuzione di Pigs. Sostenuto da delle funi volava sul pubblico in tutta la sua lunghezza ed emetteva uno spaventoso grugnito. Un’altra novità fu la “pecora-cannone” ad aria compressa che sparava in mezzo al pubblico pecorelle fatte con il materiale delle bustine di Tè. Quando il tour giunse negli Stati Uniti le cose cominciarono Nucear Familyad andare per il verso sbagliato. Fans sovraeccitati disturbavano le performances urlando a squarciagola e facendolo arrabbiare. In questo video , sono raccolti vari frammenti. Mentre Roger canta, si sentono scoppiettare dei petardi e addirittura lo si sente mentre offende il suo pubblico irrequieto. L’atmosfera assorta, che fino a quel momento aveva regnato nei concerti, andò via via in frantumi e ovviamente Waters, ideatore di buona parte delle novità, ne uscì profondamente frustrato; sempre più convinto che nessuno ascoltasse veramente le sue canzoni, cominciò a covare odio ne confronti del pubblico dei concerti. La resa dei conti avvenne a Montreal durante il concerto di chiusura del tour. Quel giorno la folla era insolitamente turbolenta. Mentre la band era sul palco un ragazzino urlava selvaggiamente e senza sosta. Alla fine Waters lo chiamò e quando fu abbastanza vicino gli sputò in faccia. Rimase deluso da questo suo atteggiamento in quanto lo ritenne un modo vergognoso di chiudere un tour durato sei mesi. L’episodio ebbe un effetto devastante sulla psiche di Waters che rasentò il crollo nervoso. Come terapia decise di mettersi a scrivere le proprie esperienze e provò a rintracciare nell’infanzia i propri sintomi di alienazione: il senso di solitudine conseguente alla morte di suo padre durante la guerra; la tirannia del sistema scolastico; il fallimento del primo matrimonio. Mentre Waters era in preda a tutto ciò, Gilmour, Wright e Meson registrarono ciascuno un album proprio. I primi due lo pubblicarono nel 1978. Solamente allora cominciarono a pensare alla proposta di Waters di dare vita ad un nuovo e memorabile album insieme, un opera meravigliosa intitolata “The Wall”.
Waters lacrima

 



















PeppeCosmic